Il
racconto del gruppo Autogas Nord parte dal 1958, anno
in cui iniziava l’attività della Autogas
Piemontese e dell’Autogas Ligure, che, come dice
la ragione sociale, operavano esclusivamente nell’ambito
delle due regioni.
Fu
quella la circostanza che fece nascere la collaborazione
tra il Dott. Quirico e il Dott. Risso, una collaborazione
che da allora non si è mai più sciolta.
In
quegli anni la bombola era l’unica formula
di distribuzione del G.P.L. con le prime società nazionali:
la Liquigas innanzitutto (esistente già da
prima della guerra), la Pibigas, la Butangas e poi
l’Agipgas,
Vi
era poi il gruppo Autogas di allora, indubbiamente
un esempio innovativo: faceva capo ad una società finanziaria
di Milano, formata da un gruppo di imprenditori di
diversi settori, che aveva costituito in varie regioni
italiane, fino a coprire l’intero territorio
nazionale, tutta una serie di società (le
varie Autogas Piemontese, Ligure, Orobica, Toscana,
Laziale, Adriatica etc.) con la collaborazione di
soci locali al 50%.
Questa
formula – che rivisitata e modificata
ha però in buona parte ispirato la attuale
struttura – ha funzionato bene fino verso la
fine degli anni sessanta; poi il graduale disgregarsi,
per varie motivazioni, del gruppo dei soci di Milano,
portò alla decisione di cedere gran parte
delle società regionali alla Total. Fu in
quell’occasione che il Dott. Quirico ed il
Dott. Risso rilevando il 50% della holding milanese,
resero l’Autogas Piemontese e quella Ligure
indipendenti.
I
tempi cambiavano e l’Italia, dopo la recessione
seguita al termine del boom economico, era comunque
diventata un paese più ricco, con una grande
mobilità e con l’affermarsi dell’uso
della seconda casa, delle vacanze di massa, etc.
Inevitabilmente anche il modo di distribuire G.P.L.
si evolveva, specie con l’affermarsi della
cultura del gas anche per il riscaldamento. Così,
accanto alla bombola tradizionale cominciammo ad
installare i primi piccoli serbatoi, chiamati allora “petit-vrac”,
chiara denominazione francese, in quanto fu proprio
la Total che per prima, portò il nuovo sistema
in Italia.
L’Autogas, nonostante i primi timori, fu la
prima delle aziende italiane ad iniziare questo nuovo
settore nel 1969, settore che si rivelerà decisivo
per lo sviluppo del nostro mercato.
Così gli anni settanta, nonostante le due
crisi petrolifere (1974 e 1979) che scoppiarono in
quel decennio, videro un affermarsi sempre più consistente
della distribuzione a mezzo piccoli serbatoi che,
dopo aver nei primi tempi “cannibalizzato” tutte
le centraline di bombole presso industrie, ristoranti,
etc, divenne un settore vero e proprio creando quindi
vendite e consumi, che con le semplici vendite di
bombole sarebbero stati inimmaginabili.
Si
trattò quindi di costruire letteralmente,
impianto dopo impianto, un nuovo mercato di consumi
del G.P.L. che portò l’Azienda dalle
ca. 5.500 tonn. di bombole di fine anni ‘60
alle 17.000 tonn. (di cui 3.000 di sfuso) del 1980.
Ed è proprio
nel 1980 che compare per la prima volta la ragione
sociale AUTOGAS NORD, a seguito della fusione Autogas
Piemontese, Autogas Ligure e la Devilgas, che gestiva
le allora quattro colonnine stradali.
Nel
frattempo, grazie anche all’attività di
trading che come concessionari unici per il G.P.L.
della Erg avevamo potuto sviluppare, abbiamo cominciato
ad “affacciarci” fuori dalle due regioni
d’origine cominciando a pensare ad uno sviluppo
non solo attraverso i ns. venditori, ma anche mediante
acquisti totali o parziali o combinazioni con altre
società.
Ecco
quindi cominciare la “stagione” degli
acquisti e delle partecipazioni: cominciammo con
la piccola rete stradale in provincia di Alessandria,
acquistammo in Valle d’Aosta dapprima la Tecnocalor
Gas e quindi l’attuale Alpigas.
In Liguria, alle due estremità della riviera,
veniva da una parte (Imperia) costituita l’Autogas
Riviera con gli amici della Centro Petroli e dall’altra
parte (La Spezia) veniva sottoscritto un contratto
di concessionaria con la C.L.B. che ci ha permesso
un capillare sviluppo in quella provincia, fino ad
allora un po’ tagliata fuori.
Strategicamente,
forse la partecipazione più importante
acquisita in quel periodo, è stata la quota
nella Rhodengas, allora ancora in costruzione e un
terminal ferroviario a Rho (Mi) di 2.400 mc.
Comunque,
senza dubbio, l’acquisto più importante
degli anni ’80-’90, e più precisamente
nel 1987, è stata la partecipazione del 80%
nella Florengas di Firenze: che per noi è diventata
la società “prima della classe”.
Arriviamo
quindi ad un anno che si può definire “di
svolta”: il 1990.
Nel
aprile di quell’anno, infatti, la Total
entra al 50% nella nostra società, con accordi
strategici molto chiari e regolamentati in patti
parasociali:
• a noi la gestione delle attività in essere
e la proposizione dei nuovi sviluppi;
• alla Total la garanzia della crescita e di un
rapido sviluppo, grazie alla sua immagine, il suo know-how,
l’esperienza finanziaria, la disponibilità di
prodotto, etc..
A
rappresentare tutto ciò viene eletto come
Presidente, la figura più rappresentativa
della Total Italia di allora: il dott. Palmiro Boni,
che ancor oggi dà lustro al nostro Consiglio
di Amministrazione, anche a testimonianza di come
i rapporti tra le due società siano sempre
rimasti ottimi.
La presenza della Total come partner ci permise
di mettere subito in atto un programma di sviluppo
attraverso nuove acquisizioni:
• prima l’acquisto della Samgas di Minerbe
(VR) che ebbe il pregio di porre una prima base in
un’area per noi assolutamente vergine, il Veneto;
• poi – molto più determinante – l’acquisto
del ramo d’azienda della Finagas in tutto il
centro-nord Italia (più la Puglia).
Nel
contempo avevamo appena assunto l’uomo
della Provvidenza, nella persona del dott. Arnaldo
Veronesi, che grazie alla sua esperienza ed alla
conoscenza del mercato riuscì nel giro di
pochi mesi a creare un’organizzazione commerciale
in grado di gestire i volumi appena acquistati.
Da lì è iniziato lo sviluppo di quella
che ora è chiamata Autogas Nord Veneto-Emiliana,
sviluppo che non si è mai più fermato.
Un
po’ più semplice fu la ‘sistemazione ‘ dei
volumi nella Lombardia centro-occidentale, dove creammo
la Royal Autogas (oggi Autogas Nord Lombarda) e da
questa successivamente la Centralgas Nord.
Insomma,
nel giro di poco più di un anno
ci siamo trovati a coprire un’area triplicata
rispetto agli anni precedenti, ma l’attività di
trading con i suoi contatti e rapporti sempre coltivati,
ci permise di adeguare la logistica e gli approvvigionamenti
alle nuove esigenze senza particolari problemi.
Qualche
problema nacque invece verso il 1994, quando la
nuova dirigenza della Totalgaz di Parigi sentì l’esigenza
di avere un contatto più diretto con il mercato:
in pratica voleva partecipare più direttamente
alle gestione dell’azienda. L’aspirazione
era assolutamente legittima, ma avrebbe completamente
svuotato il ruolo del partner locale, cioè il
nostro ruolo. Facendola breve, si giunse ad un nuovo
accordo in base al quale la Quiris (la ns. holding
) riacquistò il 50% dell’Autogas Nord
dalla Total.
Il
tutto, in un clima di assoluta cordialità,
tale che ancor oggi Total è il nostro migliore
e più importante fornitore estero.
Di
nuovo soli, o meglio, indipendenti e fortificati
dall’esperienza “francese” che
ci aveva reso un po’ meno “ruspanti”,
abbiamo ripreso le nostre “campagne acquisti” in
seguito alle quali sono entrati nella nostra organizzazione:
• la Maxigas di Mantova con il deposito di Canicossa,
recentemente ristrutturato;
• il deposito ex Liquigas di Cogoleto (anch’esso
appena ristrutturato);
• la partecipazione al 50% in Tecnogas Valtellinese
cui abbiamo affidato i volumi dell’Autogas Lombarda
in Valtellina;
• il primo ramo d’azienda della Termogas
di Mantova con il deposito di Cotignola (RA).
Nel 1995, un po’ a malincuore, abbiamo preso
la storica decisione di cedere il ramo bombole alla
Liquigas perché le 16.000 tonn., che distribuivamo
allora su di un’area così vasta, non
ci permettevano di ottenere quelle economie di scala
nei depositi d’imbottigliamento, indispensabili
per fronteggiare un mercato in decremento.
Abbiamo
cambiato pelle alla Centralgas, che da azienda
nata per costruire importanti canalizzazioni, è stata
trasformata in azienda specialistica nel realizzare
e gestire impianti di lavaggio nei punti vendita
stradali e stazioni di servizio medesime.
Abbiamo
nel contempo rallentato gli investimenti in tutti
i canalizzati veri e propri, e ci riferiamo alle
cosiddette “convenzioni”, rivelatesi
molto onerose, così come abbiamo accelerato
nello sviluppare le vendite a contatore . In certe
aree come la Toscana o la Valle d’Aosta abbiamo
già superato il 30% delle utenze a contatore.
Per
terminare il capitolo “shopping” non
possiamo dimenticare le recenti acquisizione della
Termogas di Mantova, ca. 6.000 tonn., della Vargas
e del 50% della Addagas.
Ancora,
abbiamo sviluppato il settore defiscalizzato ed
abbiamo preso una partecipazione nella Tecnogas
di Fidenza – specializzata in impiantistica – seguendo
la filosofia di avere un collegamento con aziende
di servizi per il nostro settore: il primo esempio
nella logistica è stata la Rhodengas e nel
nuovo settore dei prodotti speciali (propellenti
per spray, gas per espansi, etc.) è la partecipazione
in G.T.S. con il suo deposito specialistico di Muggia
(TS).
Non
da meno abbiamo continuato a sviluppare il settore
del trading, anche attraverso società specialistiche
come la Pipingas di Trecate e la recentissima Sinergigas
di Canicossa (MN) e la Medit di Novara.
Dal
2003 in poi il Gruppo è stato tutt’altro
che immobile e si sono aggiunte ben 6 nuove realtà:
5 relative a nuove società ed 1 riguardante
l’acquisizione di un importante deposito di
GPL.
Nel maggio 2004 la Autogas Nord Veneto Emiliana,
costituiva la TIROLGAS S.r.l. alla quale veniva affidata
la gestione e lo sviluppo del Trentino Alto Adige.
La seconda nuova società del Gruppo è la
Autogas Sarda che nasce nel novembre 2004.
Passiamo ora al 2005, anno denso di nuove iniziative
e ricordiamo l’acquisto della I.RO.P di Arquà Polesine,
importante e strategico deposito SIF con uno stoccaggio
di 2.400 mc. ed un ampio raccordo ferroviario.
E veniamo all’aprile 2005 in cui decollava
la Autogas Centro, costituita l’anno prima.
Nell’arco di meno di due anni la nuova società apportava
al Gruppo quasi 1.000 tonn./anno di GPL in Piccoli
Serbatoi ed un parco di oltre 2.400 nuovi clienti.
Ritornando al Nord e proprio alla fine del 2005,
ricordiamo la Chiurlo Gas, costituita dalla Veneto
Emiliana e dalla Chiurlo, importante società petrolifera
Fiulana. Alla società che è partita
a gennaio del 2006 è stata affidata la gestione
e lo sviluppo del Friuli Venezia Giulia, una delle
ultime regioni in cui il Gruppo Autogas Nord era
scarsamente presente.
Ultima, ma certamente non meno importante, la recente
costituzione della Keronafta GPL. L’accordo
porterà, nell’arco di cinque anni, l’Autogas
Nord ad aumentare le proprie vendite consolidate
di altre 1.300 tonn. oltre agli incrementi che i
nostri nuovi Partner, ai quali è stata affidata
la gestione, indubbiamente apporteranno.
Il
Gruppo Autogas Nord negli anni 2003-2006, è cresciuto
non solo grazie alle nuove società, ma anche
al suo interno. Anche se il GPL movimentato in totale
ha continuato ad attestarsi intorno alle 200.000
tonnellate, le vendite consolidate in tre anni sono
passate dalle 78.000 tonn. del 2003 alle oltre 88.000
del 2005.
Per terminare con qualche dato significativo, il
Gruppo nel 2006 consta di oltre 70.000 clienti e
il parco serbatoi installato ha superato le 42.000
unità.
Le autobotti per il rifornimento dei nostri clienti
ammontano a 98 unità e gli automezzi per le
installazioni e manutenzioni sono ben 35.
Importante sottolineare, sotto l’importantissimo
profilo della logistica, anche la situazione degli
stabilimento di stoccaggio a disposizione del Gruppo,
che, con l’acquisizione dell’I.RO.P,
sono aumentati a un totale di 15 depositi per uno
stoccaggio complessivo di oltre 6.000 metri cubi.
E’ cresciuto quindi il numero di società,
sono aumentate le tonnellate consolidate, i depositi,
il numero di clienti e di serbatoi e sono cresciute
le persone che compongono il Gruppo.
Da
qui in poi c’è… il futuro!!